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Citiva di Bagno Regio nelle vicinanze del Monte Amiata
Civita di Bagno Regio
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Civita di Bagno Regio

(Una delle porte della città)

Tra il Tevere e il lago di Bolsena, immersa nella campagna laziale, posta su una rupe di argilla instabile, sorge Civita di Bagnoregio.
Civita ci appare isolata su uno sperone di roccia a dominare la valle dei calanchi che si estende intorno e grazie a questo isolamento conserva intatta la sua struttura architettonica medievale. Unita a Bagnoregio tramite un unico ponte, anche se una volta di qui passava una delle strade più antiche d'Italia, Civita ci appare oggi in un isolamento quasi irreale dovuto ad una serie di crolli e cedimenti della terra argillosa sulla quale è costruito l'intero paese che tuttora è in pericolo.
Le storie di Civita e di Bagnoregio sono collegate tra loro, in un documento dell'IX secolo si indica la zona con il nome di Balneum Regis divenuto poi Balneoregium secondo la leggenda che la vuole così battezzata da Desiderio re dei longobardi che qui si fermò per curare con le acque termali del luogo una grave malattia.
All'antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte, mentre oggi la porta detta di Santa Maria o della Cava, costituisce l'unico accesso al paese. La struttura urbanistica dell'intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l'uso etrusco e poi romano, mentre l'intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale. Varie sculture di epoca medievale, appartenenti ad edifici distrutti per i continui crolli, sono inglobati sull'arco e nel muro ai lati della porta di accesso. Numerose sono le testimonianze della fase etrusca di Civita, specialmente nella zona detta di San Francesco vecchio; infatti nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco vecchio è stata ritrovata una piccola necropoli etrusca.

Anche la grotta di San Bonaventura, nella quale si dice che San Francesco risanò il piccolo Giovanni Fidanza, che divenne poi San Bonaventura, è in realtà una tomba a camera etrusca.
San Bonaventura nacque a Civita nel 1221, la leggenda vuole che incontrasse San Francesco in una grotta e che questi lo guarì da un male incurabile, per questo motivo la madre fece voto di consacrare il piccolo Giovanni all'ordine francescano. Proprio in questo luogo San Francesco ottenne un "locus" per i suoi frati che poi San Bonaventura fece ampliare, ma la sua costruzione venne distrutta dal un crollo nel 1764.
Nel 1524-25 una chiesa edificata in onore di San Bonaventura venne costruita sulla casa paterna del santo, ma oggi è anche questa andata distrutta, ne rimangono poche tracce contrassegnate da un'edicola commemorativa.
Il cuore del borgo di Civita è costituito da piazza San Donato, sulla quale sorge il duomo. Secondo alcuni studiosi la costruzione del duomo risale ai secoli VII - VIII, edificato sull'area di un più antico tempio pagano. L'edificio fu successivamente ampliato nel XI XII secolo e dotato di un campanile a pianta quadrata. In origine il duomo doveva essere fronteggiato da un portico, oggi distrutto, come ci testimoniano i resti di due colonne poste davanti la facciata. All'interno, l'edificio, ha tre navate divise da colonne di spoglio appartenenti al periodo medievale. In controfacciata si trova un'urna che, come ci descrive la lapide qui posta nel 1782, doveva contenere le reliquie di Santa Vittoria, morta nel 251, che fino all'823 era considerata patrona della cittadina. I suoi resti oggi sono collocati nel simulacro in fondo alla navata sinistra della chiesa.
Sempre in piazza San Donato e a sinistra del campanile, vi è un passaggio coperto da un'arcata che fiancheggia l'edificio delle carceri medievali. Da questo passaggio si accede alla piazza dell'Episcopio oggi in stato di forte degrado, mentre dal lato meridionale di piazza San Donato parte la via della Maestà che costeggia il fianco del duomo nel quel sono inglobati frammenti di sculture a motivi intrecciati tipici della scultura longobarda. Una volta al termine di questa strada era situata la porta della Maestà, crollata nel 1695 insieme alla chiesa di Santa Maria della Maestà, dalla quale partiva una stradina che scendeva fino alle fonti di Civita, in particolare alla fonte delle Colonne e alla zona chiamata dell'Uncino, dove, secondo la leggenda, vi era la fonte termale dalla quale derivò il nome Bagnoregium.